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Castello di Gragnola
Gragnola -
Castello dell'Aquila Il Castello dell’Aquila, imponente struttura
fortificata riadattata a residenza signorile dai Malaspina, domina dall’alto di
un colle il borgo medievale di Gragnola, abitato posto alla confluenza tra i
torrenti Aulella e Lucido. Le origini dell’insediamento sono probabilmente
legate al controllo sui transiti medievali che si incontravano in corrispondenza
del borgo sottostante, infatti dal castello si poteva avere la visuale
sull’intera Lunigiana. Per dimensioni questo fortilizio è, insieme a quello
della vicina Verrucola dei Bosi, uno dei più grandi della Lunigiana ed oggi si
presenta come una possente struttura costituita da un unico corpo di fabbrica
che ingloba il mastio di forma quadrilatera, con quattro piani, e altre tre
torri angolari, una delle quali attraversata da una porta, principale accesso al
cortile interno. L'accesso al cortile interno, rialzato rispetto al piano della
lizza, era difeso da un primitivo antemurale-rivellino quadrato, con doppio
portale rifinito in pietra serena ai cui lati si aprono due feritoie. Nell'atrio
troviamo ancora la cappella che di recente è stata riconsacrata. Il mastio, con
la sua figura imponente, domina il cortile interno sul quale si affacciano tutti
gli edifici abitativi e militari tra i quali merita di essere menzionato il
grande salone con copertura a botte. Sulle mura sono ancora visibili parti di
merlatura sia guelfa che ghibellina (chiaramente postumo inserimento
malaspiniano quello a coda di rondine). Il mastio sembra risalire al XIII
secolo, ma è chiaro che l’intera struttura abbia subito varie ristrutturazioni,
in particolare nel secolo XIV quando il maniero di proprietà di figure
importanti come Spinetta Malaspina e Leonardo I, ai quali potrebbero essere
attribuite le radicali trasformazioni architettoniche mirate ad innalzare le
modeste strutture del castello al rango di prestigiosa residenza. Gli ultimi
interventi sul maniero interessarono, nei secoli XV e XVI, la ricostruzione
della cinta muraria esterna al fine di adeguare le obsolete difese medievali
alle moderne armi da fuoco. Fu in oltre totalmente cambiato l'accesso al
fortilizio: il percorso dalla porta principale corre lungo le mura in un
corridoio dotato di feritoie dal quale era impossibile deviare in quanto difeso
da una torretta rotonda e da un barbacane rotondeggiante con corpo di guardia
dotato di feritoie ad occhiello nel quale si apre una seconda porta con arco a
tutto sesto attraverso la quale si ha accesso al cortile esterno. Anche la
scarpatura delle mura e del mastio sembrano risalire allo stesso periodo. Il
declino economico dei Malaspina portò all’abbandono di Castel dell’Aquila del
quale per mancanza di documentazione risulta difficile ricostruire i fasti del
passato. Il lento degrado ed i danni subiti a causa del terremoto che colpì la
Lunigiana nel 1920, portò al suo abbandono definitivo nei primi decenni del XX
secolo. Forse si avranno nuove conoscenze dalle accurate indagini che gli
studiosi stanno completando ora che il Castello dell’Aquila è in fase di
restauro.
Castello dell'Aquila - Via del Castello - 54020 Gragnola (Ms)
Maggiori info:
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