Quando ancora la televisione non era la regina incontrastata di
ogni casa, la gente si riuniva la sera attorno al fuoco per tramandare storie da
brivido. I più piccoli si tappavano le orecchie e i grandi pensavano con ansia
al momento del ritorno a casa. E le pupille di un gatto nero erano sufficienti
per darsela a gambe col fiato in gola. Tra le storie preferite c'erano quelle di
streghe, che fino al tardo medioevo tenevano vive le loro pratiche magiche con
l'utilizzo di pozioni a base di erbe. Della presenza di quelle donne,
depositarie di arcani segreti, resta testimonianza in alcuni atti processuali
dell'epoca che raccontano come nelle piazze di Lunigiana venissero arse vive
giovani fanciulle, la cui colpa molto spesso era soltanto quella di aver
scoperto i poteri curativi delle erbe.
Nelle inquietudini di fine millennio, questi racconti, che
affondano le radici nella tradizione popolare, ritrovano una forza inattesa.
L'immaginario dell'orrore trova in Lunigiana un vasto repertorio di leggende che
tramandano frammenti di una cultura quasi estinta. Per riscoprire queste antiche
radici, ecco una breve rassegna delle storie e delle leggende più diffuse.
Le Leggende della Lunigiana:
- Il Lupo Mannaro (Pontremoli)
- Il Fantasma della
Fanciulla Violata (Castello di Mulazzo)
- Gli Irrequieti Spettri dei
ruderi (Castello del Treschietto)
- Le Perversioni del Marchese
(Bagnone)
- La Donna Morta Due Volte
(Malgrate)
- L’Albero delle streghe (Monti -
Villafranca)
- Il Fantasma della Marchesa
(Fosdinovo)
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